" Il legame fra biologia e comportamento è arbitrario e in continua mutazione. Ciò non dipende dalla natura stessa delle discipline, ma dalla carenza delle nostre conoscenze. Col crescere delle stesse si acquisiscono continuamente nuovi punti certi, che ci permettono di comprendere meglio questo legame. (..) Negli ultimi  anni lo studio associato di queste due discipline, vuole rappresentare la convinzione emergente, che possa esistere una descrizione unitaria e coerente fra biologia e mente"

E.R. Kandel 1985

 

 


 

La neuropsicologia dello sviluppo ha come scopo  primario lo studio del funzionamento cognitivo normale e della sua relazione con il cervello. Per mezzo dei dati raccolti su bambini con disturbi neuroevolutivi, si propone di studiare le influenze delle funzioni cerebrali sulla cognizione, sul comportamento, sull’apprendimento, sull’adattamento psico-sociale.

La realizzazione di questo sito nasce dalla volontà di fare conoscere la mia attività clinica nell’ambito della neuropsicologia dello sviluppo, i suoi ambiti di studio e di applicazione. L’intento è di raccogliere e rendere disponibili materiali per l’approfondimento di alcuni disturbi di cui mi occupo durante l’attività clinica. E’ rivolto ai miei pazienti e ai loro genitori, agli studenti dei corsi in cui insegno, ad altri professionisti interessati a collaborare.

 

 

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RECENSIONE ARTICOLI                                                                                                  

 

Sarco et al. (2011) " Benign rolandic epileptiform discharges are associated with mood and behavior problems"

Bambini con epilessia rolandica (BRE) sperimentano frequentemente problemi cognitivi, comportamentali ed affettivi. Scariche epilettiformi frequenti possono compromettere il funzionamento cognitivo-comportamentale. Per chiarire questa relazioni è stata studiata l'associazione fra l'indice di  frequenza delle punte all'EEG (SI) e la valutazione dei genitori dell'adattamento psicosociale e del funzionamento esecutivo di bambini di età scolare con epilessia rolandica. 21 bambini (6-12 anni) hanno partecipato allo studio. I genitori hanno compilato i questionari di valutazione mediamente a 5 mesi (1-8 range) dopo una valutazione EEG ambulatoriale di routine. L'EEG SI è stato calcolato in veglia e sonno. La solidità dell'associazione fra SI e variabili comportamentali è stata valutata tramite uno studio correlazionale uni e multivariato. Un SI più alto in veglia e sonno era associato con maggiori sintomi depressivi (P<0.001), aggressività e disturbi della condotta (P<0.01). Un più alto SI in sonno era associato con una maggiore disfunzionalità esecutiva e ansia (P<0.05). Non si sono trovate correlazioni per i sintomi di iperattività e disattenzione. Una aumento di attività epilettiforme in bambini con BRE può essere un predittore di più significativi problemi comportamentali e d'umore.

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Mc Donald et al. (2011) "Future directions in the neuropsychology of epilepsy"

In questo articolo vengon discussi due importanti temi della ricerca clinica in neuropsicologia dell'epilessia: 1) le anomalie neurobiologiche che sottendono l'impairment neurocognitivo delle persone affette da epilessia e 2) lo status neurocognitivo degli individui con esordio di epilessia

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Verrotti et al. (2011) "Long term outcome in children affected by absence epilepsy with onset before age of three years"

In questo lavoro gli autori cercano di definire l'outcome a lungo termine di pazienti affetti da epilessia a tipo assenze esordita prima dell'età di tre anni. Studiando retrospettivamente le cartelle cliniche di 40 bambini da 8 centri neuropediatrici in Italia ponendo l'attenzione alle storie personali e familiari in particolare relativamente ad epilessia e convulsioni febbrili, durata del follow up, funzioni cognitive, trattamento ed outcome.
Sono stati arruolati 40 pazienti. Tutti soddisfavano i cirteri per una epilessia con assenze con complessi di punte onda a 3-Hz sull'EEG, esame neurologico normale e nessun altro tipo di crisi. L'inizio delle crisi viene descritto fra i 24.1 e i 36 mesi. Nel 28% dei casi è descritta familiarità per epilessia e nel 13% per convulsioni febbrili. 33 Pazienti sono stati trattati con acido valproico (VPA) nella maggior parte dei casi usato come monoterapia (26%) o in associazione con ethosuximinde. Al follow up finale, 33 pazienti erano liberi da crisi e 29 un EEGs normalizzato. 34 pazienti presentavano un QI nella norma, mentre 6 una perdita di QI, associata perloppiù con un cattivo controllo delle crisi.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 13:51
 
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